martedì 25 gennaio 2011

Come il bambino impara a comunicare con il sorriso

Pubblicato da Piccini Picciò a 18:54
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Il sorriso è una competenza innata del bambino, che può evolversi e perfezionarsi nel corso della sua crescita e del suo sviluppo, anche in rapporto alle esperienze che egli fa nel suo ambiente di vita.
Il sorriso del bambino è alla base del suo legame con le sue figure di attaccamento e successivamente gli permette anche di comunicare con le altre persone significative che ruotano intorno a lui.
Durante le prime due settimane di vita del neonato, i sorrisi che egli esprime sembrano aver luogo automaticamente durante il sonno e la sonnolenza, mentre raramente egli sorride quando è sveglio: questo sorriso può essere considerato automatico, senza che sia necessariamente legato ad uno stato di gioia e di piacere specifico.
A partire dall’età di sei settimane circa, il sorriso del bambino inizia a trasformarsi in un “sorriso sociale”, per cui egli sorride in risposta ad un volto e ad una voce familiari o al contatto fisico con la madre.
In una tappa successiva, il bambino comprende che rivolgendo agli altri dei sorrisi si ottengono delle cose molto gradevoli per lui, come ad esempio le coccole, le attenzioni e così via.
E’ importante sottolineare che, sebbene il sorriso sia un’espressione innata del bambino, una madre e un padre raramente mancano di rispondere ad esso, rinforzandolo a loro volta con i loro sorrisi e con le loro parole, affinché il bambino stesso si senta gratificato e stimolato ad esprimersi nuovamente attraverso i suoi sorrisi.
In altri termini, è come se da parte dei genitori vi fosse una tendenza ad interpretare ciò che il bambino cerca di esprimere con il sorriso, per cui egli viene coinvolto in un’interazione, dove vengono attribuiti dei significati ai suoi sorrisi e dove egli si sente compreso in ciò tenta di esprimere. Tutto ciò crea un dialogo reciproco tra madre, padre e bambino, dove quest’ultimo viene considerato come parte attiva in tale interazione.
Per ogni bambino è molto importante imparare a comunicare la gioia, la felicità, la serenità, la curiosità ed il benessere fisico attraverso il sorriso, anche per distinguerlo dal pianto, spesso legato ad un stato di angoscia, al dispiacere, alla tristezza, alla sofferenza, oltre che ad un dolore fisico, alla fame ed al sonno: questa fondamentale distinzione permette ad ogni genitore di comprendere cosa il proprio figlio tenta di comunicare attraverso il suo sorriso, o al contrario attraverso il suo pianto.
I sorrisi dei bambini danno luce e calore, esprimono tenerezza, allegria e serenità. Solitamente sono una grande attrazione per gli adulti in genere e per i genitori in particolare: questo permette loro anche di notare quando essi sono assenti e di porsi degli interrogativi quando un bambino sorride poco e mal volentieri.

Dott.ssa Vittoria Luciani
Psicologa
(paginebimbo.it)






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Le fiabe dicono più che la verità.
E non solo perché raccontano che i draghi esistono,
ma perché affermano che si possono sconfiggere.

(G. K. Chesterton)
 

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