mercoledì 2 marzo 2011

La scuola del bosco

Pubblicato da Piccini Picciò a 13:43
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Alla scuola del bosco, come ogni mattina, tutti attendevano fremendo il principio delle lezioni.
I giovani animali erano tutti lì, aspettando con ansia e eccitazione il maestro: Dotto, il Gufo.
Finalmente l’insegnante arrivò. Si accomodò alla cattedra,e cominciò a fare l’appello.
In realtà conosceva benissimo tutti i suoi allievi, e notava subito se c’era un’assenza; ma leggendo i nomi sul registro, era solito avviare la giornata, come fosse un segnale di inizio della lezione.
-Giò il Cerbiatto.-
-Presente!-
-Dea la Leprotta.-
-Presente!-
-Gesualdo il Procione!-
-Presente!-
C’erano proprio tutti: il Castoro, la Lontra, il Lupacchiotto, la Volpe, il piccolo Ghiro, l’Orsacchiotto, lo Scoiattolo, la Civetta, la Puzzola.
Dotto il Gufo cominciò la sua lezione, ascoltato attentamente dagli astanti.
L’argomento del giorno riguardava l’Educazione e l’Insegnamento.
A un certo punto Dea, la Leprotta, alzò la mano e prese la parola:
-Signor Maestro, io da grande vorrei fare l’insegnante. Come si fa a fare imparare?-
-Il lavoro di chi educa, vale a dire quello dei maestri e dei genitori, è ben duro, ma per spiegartelo ti racconterò una storiella!- disse il maestro Dotto il Gufo. E continuò:
-C’era una volta una scuola nel bosco. Proprio come questa ma un po’ più grande.
Un giorno arrivò l’ispettore didattico. In quel momento gli insegnati erano tutti impegnati a far lezione. Lui aspettò quindi in sala professori l’arrivo di un maestro, per poter essere informato circa i metodi di insegnamento.
Mentre attendeva, il giardiniere della scuola aveva finito il suo lavoro.
L’addetto al giardino si era cambiato, ed entrò in sala insegnanti per bere un caffè:
-Buongiorno! disse l’ispettore scambiandolo per un maestro. L’orticoltore rispose con un inchino.
-Come sono bene educati questi professori.- penso tra sé e sé l’ispettore. Poi cominciò a interrogarlo.
-Come svolge il suo lavoro? - domandò l’ispettore.
-Innanzitutto preparo il terreno. - rispose il giardiniere.
-Bene! Bravissimo!Innanzitutto bisogna sempre preparare il terreno per far un buon lavoro! -
-Poi semino! - continuò il giardiniere - E quindi aspetto che germoglino i primi virgulti! Ergo, mi preoccupo di sostenere quanto sta crescendo, e cerco di estirpare quanto di negativo sta intorno! Ci metto tanto amore!-
Il colloquio finì qui. L’ispettore, tutto contento, se ne andò dal preside, ed entusiasta disse lui:
-In questa scuola avete degli insegnanti superbi! Hanno capito bene quali sono le proprie mansioni! -
Il racconto del maestro Dotto finì qui. Rimaneva soltanto da dare la spiegazione finale:
-Ecco ragazzi! Come avrete capito il mestiere dell’insegnante è proprio come quello del giardiniere. Ci vuole tanto amore, occorre aiutare la crescita e sorreggerla, annaffiare e curare!-
Educare è proprio come occuparsi delle piante. Bisogna sostenere colui che cresce. Introdurre in esso sani principi e valori, ma senza mai forzare, e nello stesso modo come da un seme di zucchina possono nascere solo le zucchine, non si può pretendere , da chi è portato per una attività, come per esempio la pittura, di far nascere un avvocato. Sarebbe come volere da un seme di zucca, un pomodoro.





scritta da Roberto Bianchi degli amici del forum di pinu 
(pinu.it)

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Le fiabe dicono più che la verità.
E non solo perché raccontano che i draghi esistono,
ma perché affermano che si possono sconfiggere.

(G. K. Chesterton)
 

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