giovedì 10 marzo 2011

Sei mesi: a tavola!

Pubblicato da Piccini Picciò a 12:40
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Tutti a tavola - Rivista n. 3 Maggio-Giugno - 2010
Sei mesi: a tavola
di Elena Uga 
Nelle guide indirizzate alle madri in attesa troviamo spesso delle indicazioni per la preparazione dei famosi “corredini”. Tra i molti prodotti di cui si consiglia l’acquisto fanno la loro comparsa piattini, bicchierini, posatine, bavaglini e seggioloni. A parte il fatto che tutto ciò, se serve, non servirà prima dei 6 mesi e quindi l`acquisto in gravidanza è quantomeno prematuro e inopportuno, dal momento che ci riempie le case di pacchi e pacchetti inutili. E poi, siamo sicuri che questi oggetti siano indispensabili? Quando il nostro piccolino inizierà a mangiare cibi solidi valuteremo cosa acquistare e sapremo di cosa ha realmente bisogno. 
E per quanto riguarda omogeneizzati, pappe e pappine? L`industria dell`alimentazione per l`infanzia è nata all`inizio del secolo scorso ma, soprattutto in Italia, ha preso piede nel dopoguerra quando per far fronte a un`ampia schiera di bambini malnutriti era necessario fornire loro alimenti altamente proteici. Pian piano però questo stile alimentare ha preso piede, sostenuto dai messaggi pubblicitari, tanto che le mamme sono spesso convinte che il grano della pastina “primi mesi” sia diverso dal grano della nostra pastasciutta. Per fortuna sempre più, anche sulle pagine di questa rivista, passa il messaggio che un bambino pronto ad assumere i cibi solidi può mangiare quello che mangiano i suoi genitori (e questa è un`ottima occasione per rivedere l`alimentazione di tutta la famiglia). 
Inoltre, i cibi industriali raramente sono privi di additivi, conservanti o, quantomeno, di “aggiunte” inutili (le vitamine più disponibili sono quelle di frutta e verdura consumate fresche, non quelle aggiunte nelle pappe). L`industria sta iniziando a captare questo cambiamento di rotta e quindi cosa mette in commercio? Gli omogeneizzati 100% frutta (ma prima cosa c`era dentro?), la carne “dentini”, a pezzetti per stimolare la masticazione (ma spezzettare una fettina di pollo non è più comodo, sano ed economico?), per non parlare del latte che favorisce il sonno (in quanto più difficilmente digeribile, come se noi per dormire meglio ci mangiassimo un vassoio di bignè alla crema…). 
Per carità, non vogliamo dire che i cibi pronti siano una cosa da evitare a tutti i costi, anzi a volte sono comodi (ad esempio in viaggio), ma l`importante è che le mamme possano scegliere con consapevolezza, senza credere che un bambino piccolo non possa mangiare altro che un cibo prodotto apposta per lui. 
In conclusione, per alimentarsi un bambino nei sei mesi di vita serve solo la sua mamma, dopo i sei mesi servono la sua mamma e il suo papà e il loro piatto da cui “pescare”...
(UPPA.un Pediatra per amico)

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Le fiabe dicono più che la verità.
E non solo perché raccontano che i draghi esistono,
ma perché affermano che si possono sconfiggere.

(G. K. Chesterton)
 

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