mercoledì 23 maggio 2012

Una lagna di colibrì

Pubblicato da Piccini Picciò a 12:23
Reazioni: 
Perché Cielo mi hai fatto così? E non mi hai fatto colì?
Un Colibrì volava per il prato lamentandosi continuamente, e un fiore che era ormai saturo di ascoltare sempre le stesse parole, quando vide il Colibrì avvicinarsi per mangiare si chiuse.
Il Colibrì restò spiazzato da questo gesto inconsueto da parte di un fiore, e senza capire prese a bussare col beccuccio sui suoi petali chiusi stretti, stretti.
Signora Flora? Sono Colibrì... perché non aprite qui?
Va via Colibrì cerca un altro fiore e non tornare qui!
Rispose in modo scortese la signora Flora.
Ma perché?
Perché sono stanca di ascoltare la tua lagna!
Lagna? Non capisco?
Colibrì non aveva mica capito, e nell'accettar a malincuore quell'invito tornò a volare sul prato per cercare un altro fiore dove poter mangiare, e nello svolazzare riprese a lamentarsi:
Perché Cielo mi hai fatto così? E non mi hai fatto colì?
Era divenuta ormai una litania fastidiosa e tutti i fiori si chiusero per non ascoltarne più quella lagna. Il piccolo Colibrì si trovò a bussare a mille fiori chiusi e a sentirsi sempre rispondere:
Via da qui!
Cambiare prato non era possibile di questo passo sarebbe morto di fame.
Disse tra se il Colibrì triste. Passò di lì un Aquila Reale, 
e nel vedere un prato tanto variegato i cui fiori al sole la loro corolla avevan negato, decise che avrebbe indagato. Scese e con far cortese chiese:

Fiori che accade perché negate al mondo la vostra essenza, rispondete abbiate pazienza?
Aquila Reale accade che un Colibrì ci ha costrette a comportarci così!
Un Colibrì? Dov'è questo esserino che vi turba tanto?
I Fiori indicarono all'Aquila il luogo dove il Colibrì era solito rifugiarsi e l'Aquila in un istante fu lì.
Ebbene piccola e gracile creatura sei riuscita a mettermi il prato sotto sopra, te ne sei reso conto?
Il Colibrì aveva un muso lungo sino in terra, e con due occhioni grandi e lacrimevoli disse:
Aquila Reale avessi capito in cosa ho sbagliato, forse avrei in qualche modo rimediato, invece ognuno si è ben guardato dal dirmelo.
Capisco!
Il Colibrì era senza forze non mangiava ormai da ore e l'Aquila Reale se lo caricò sulle spalle riportandolo sul prato.
Fiori, voi siete le regine del prato ma questo piccolo figlio avete trascurato e trattato con fare ingrato.
E i fiori dissero:
è impertinente, disturbante, ripetente, avvilente, lamentoso, in poche parole una lagna!
Il piccolo Colibrì stavolta capì, perché i fiori avevano deciso di negarsi. E l'Aquila Reale intervenne dicendo:
Avete 
senza dubbio ragione, ma come può fare a cambiare da così a colì un colibrì, voi gentili signore Flore avreste dovuto parlargli col cuore, invece di chiudergli la porta in faccia.
Tutti i fiori del prato si schiusero nello stesso istante e l'Aquila Reale disse al Colibrì:
Vai e ora di scendere di qui, vai lì...
Il Colibrì si avvicinò alla signora Flora timidamente, aveva paura lo cacciasse malamente, ma il fiore prese a parlargli con voce gentile.
Vedi Colibrì tu oggi sei meno così e più colì, perché noi fiori nel negarti il rifornimento ti abbiamo reso la misura del tuo tormento, è nel prossimo che ci si specchia e sempre attraverso gli altri che misuriamo il nostro essere. Gli altri sono la prova del nove, sono la quadratura attorno alla nostra vita, e quando i conti non tornano, ricorda che è in te che devi ricontare gli addenti, al proprio porsi bisogna stare sempre più che attenti. Noi abbiamo chiuso le nostre porte, affinché la tua presa di coscienza fosse forte!
Ho capito signora Flora.
Disse il piccolo ed inesperto Colibrì, da oggi sarò meno lagnoso.
L'Aquila Reale sorrise, i fiori sapevano uscirsene sempre per il rotto della cuffia, ora
 la Signora Flora voleva far credere al Colibrì che aveva architettato tutto lei coinvolgendo ogni fiore del prato, solo perché un piccolo Colibrì avesse bene la lezione imparato. L'Aquila Reale se la rideva sotto i baffi, quando improvvisamente la Grande Quercia che imperava sul prato disse:
Aquila Reale i fiori non mentono ero al corrente del loro piano, e gli ho dato anche io una mano, vedi il creato è in questo modo organizzato, niente è a se stesso abbandonato anche un piccolo Colibrì nel gridare al cielo il suo non voler esser così ma colì, ha necessitato di un aiuto.
L'Aquila Reale s'inchino alla Grande Quercia e disse:
Ma allora la mia discesa che ha apparentemente sciolto la decisione presa dai fiori? Come potevate averla prevista?
Aquila Reale tu sei un tassello del creato hai solo partecipato mettendo il tuo fiato, se non fossi sceso tu, sarebbe giunto il Gufo lulù, o la Capretta Betta. Il creato è ben organizzato.
L'aquila Reale fece un inchinò alla Grande Quercia e prima di riprendere il cielo, diede un ultima occhiata al piccolo Colibrì, che ora volava lontano di lì.



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Le fiabe dicono più che la verità.
E non solo perché raccontano che i draghi esistono,
ma perché affermano che si possono sconfiggere.

(G. K. Chesterton)
 

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